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Barcellona oggi
A tutti può capitare di usare luoghi comuni, mentre l'aereo scende per prepararsi all'atterraggio, superando in volo il lungomare di Barcellona in direzione dell'aeroporto, il panorama è allettante. Anche in pieno inverno (quando le città con clima meno fortunato tremano dal fieddo sotto neve, gelo e pioggia) Barcellona risplende di un precoce sole primaverile, mentre le spiagge si lasciano cullare dallo scintillio del Mediterraneo. Come lo sfondo di un palcoscenico, basse montagne si profilano dietro l'affollata polis. Certo, anche Barcellona ha i suoi periodi di stanca (in estate la città può diventare davvero afosa), ma il clima temperato è solo una delle tante frecce all'arco di quest'antica città in rapido mutamento. L'arte, l'architettura, il buon cibo, la movida notturna e i ritmi di vita dinamici da metropoli sono solo alcuni degli assi nella manica di Barcellona. Ovviamente, non tutto è così di meraviglioso. La città non si è mai liberata completamente di una certa aria provinciale, un pò attaccabrighe. Si tratta di uno dei centri più pericolosi (circa 1,5 milioni di abitanti) e rumorosi d'Europa; inoltre, nonostante quello che può esser sembrato un tentativo di ripulire a 360° le strade, nessuno si ricorda di aver mai visto Barcellona perfettamente pulita. A dispetto delle condizioni climatiche, l'immagine della "Spagna assolata" fatta di mare, sangria e siesta è un pò riduttiva per Barcellona. In realtà, piu si conosce la città, più ci si sorprende di quanto l'una abbia ben poco a che fare con l'altra. I nordeuropei che visitavano la Spagna nell'Ottocento (imbevuti d'idee romantiche) sembravano determinati a voler trovare in questa terra, aspra e a lungo dimenticata, un miscuglio inebriante ed esotico d'arcana sensualità ispanica e di misterioso fascino orientale. Gran parte di tutto ciò era solo il prodotto del febbricitante immaginario collettivo. Per Barcellona, a metà strada sulle coste catalane nel nord-est della Spagna, risultava difficile confermare con la realtà certe fantasie. Il romanziere francese Prosper Mérimée (1803-1870) disse: "I Catalani mi sembrano una versione alla buona dei Francesi, un pò rozzi e con un gran desiderio di far soldi". Forse non aveva trovato la calda atmosfera gitana che si aspettava. In complesso lo scrittore aggiunse, paragonando la città ad altre zone della Spagna: "Se vi interessa dialogare con persone intelligenti, rivolgetevi a Barcellona" Ma a questi commenti se ne sono aggiunti altri. Che Barcellona sia "la più europea" delle città spagnole è ormai diventata una massima risaputa. "Europeo" può significare molte cose diverse. Per i Madrilenos, che trovano sempre da ridire, il termine implica la tendenza a conformarsi a uno standard omogeneo che la gente della capitale nega invece di avere.

Per loro, la "vera Spagna" è tutta un'altra cosa: nottambula e indomita per un verso, tenace e provata per un altro. Per alcuni, invece, Barcellona è la città più all'avanguardia nelle arti di tutta la Spagna, in intimo contatto con la Francia e il resto dell'Europa colta. Il nome richiama concetti di efficienza e industriosità, paragonabili a quelli di Milano o Bruxelles. La reputazione dei Catalani di essere grandi lavoratori e super organizzati ha a che vedere proprio con questo. In quale altra città l'ultimo metrò viaggia solo fino a mezzanotte, dalla domenica al giovedì? È fatto apposta per portare la gente a casa e "rimboccarle le coperte", perché domani è un altro giorno e un altro euro guadagnato. Questa etica del lavoro e una certa inclinazione alla spilorceria non impressionano certo gli Spagnoli che vivono più a sud. Potrebbero invece restar sorpresi da quanto si festeggi in questa città. Da giovedì sera in avanti, i ristoranti, i bar e le discoteche sono pieni di confusione. La Rambla, alle cinque dì domenica mattina, sembra trafficata da gente e auto quanto alle cinque del venerdì pomeriggio. Il metrò (che rimane aperto fino alle due, al venerdì e sabato sera) potrà anche chiudere, ma non sarà un problema trovare bar e discoteche apparti fino all'alba. Barcellona non appare frenetica ed edonistica quanto la sua rivale Madrid, ma molte città europee sembrano anemiche al suo confronto..... Continua a leggere >>


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Abitanti: 1.615.908
Superficie: 101,4 km2
Nazione: E’ la capitale della Catalogna, comunità autonoma della Spagna.
Lingua: A Barcellona si parla il catalano, che insieme al castigliano è una delle lingue ufficiali del paese.
Valuta: Euro
Fuso orario: D’inverno 1 ora avanti rispetto a GMT, mentre d’estate con l’applicazione dell’ora legale, le ore diventano 2.
Religione: La zona è in prevalenza cattolica
Documenti: Per i cittadini della Comunità Europea è sufficiente la carta d’identità, mentre per gli extracomunitari è necessario il passaporto.

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